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Sezione di una membrana tecnica a tre strati

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Test tecnici

Tessuti tecnici per outdoor: impermeabilità, traspirabilità, resistenza… questi parametri sconosciuti

Alcune delle più frequenti domande che vengono rivolte alle nostre Guide o Istruttori o semplicemente durante una camminata riguardano i parametri fisici del nostro abbigliamento. Traspirabilità, impermeabilità, resistenza sono solo alcune delle parole più utilizzate. Questo anche per una ragione esclusivamente commerciale dove questi termini vengono utilizzati più per motivi di vendita che non di reale utilizzo.

Nell’abbigliamento da escursionismo è fondamentale garantire comfort e sicurezza durante le attività all’aperto ed i materiali utilizzati in questo tipo di abbigliamento devono possedere caratteristiche specifiche che li rendano adatti a diverse condizioni climatiche e ambientali. Le principali proprietà tecniche da considerare includono la traspirabilità, l’impermeabilità, la resistenza alla rottura e l’elasticità.

Questo articolo approfondirà ciascuna di queste caratteristiche, illustrerà i test a cui vengono sottoposti i materiali e discuterà il significato delle prove tecniche, analizzando anche gli aspetti fisici e chimici coinvolti. Infine daremo una nostra personale valutazione su questi parametri nell’utilizzo outdoor. Buona lettura

Schema di una membrana Gore-Tex a tre strati

Schema di una membrana MP+ a tre strati

Traspirabilità

La traspirabilità è una delle caratteristiche più importanti per un abbigliamento destinato all’escursionismo. Essa si riferisce alla capacità del materiale di permettere il passaggio del vapore acqueo prodotto dal corpo durante l’attività fisica; è quindi un passaggio dall’interno del tessuto all’esterno. Questa proprietà è essenziale per mantenere il comfort termico dell’escursionista, evitando l’accumulo di sudore all’interno degli indumenti.

I test di traspirabilità

La traspirabilità è comunemente misurata usando il test RET (Resistance to Evaporative Heat Transfer). Un valore RET basso indica un materiale altamente traspirante, mentre un valore RET elevato implica una minore capacità di gestione dell’umidità. Ad esempio, materiali con un valore RET inferiore a 6 sono considerati altamente traspiranti, mentre valori superiori a 20 lo indicano come poco traspirante. Due sono i test comunemente utilizzati, anche se il primo è quello più diffuso.

Metodo RET (Resistance Evaporative Transmission)

  • Misura la resistenza al passaggio del vapore acqueo attraverso il tessuto.
  • Più basso è il valore RET, più traspirante è il materiale.
  • <6 = eccellente, 6–13 = buona, >20 = scarsa.

MVTR (Moisture Vapor Transmission Rate)

  • Esprime in g/m²/24h quanta umidità attraversa il tessuto in un giorno.
  • Valori sopra 10.000 g/m²/24h indicano alta traspirabilità.
  • Test comune: cup method → si sigilla una tazza contenente acqua con il tessuto e si misura la perdita di peso nel tempo.

Aspetti fisici e chimici

A livello fisico, la traspirabilità dipende dalla struttura della fibra e dalla densità del tessuto. A livello chimico, le finiture applicate sui tessuti possono influenzare la loro capacità di assorbire o respingere l’umidità, alterando la traspirabilità generale.

Impermeabilità

L’impermeabilità rappresenta la capacità del materiale di resistere all’ingresso dell’acqua. Questo test misura cioè la facilità con la quale l’acqua penetra dall’esterno all’interno del tessuto. Nelle escursioni è cruciale proteggersi da piogge improvvise o umidità ambientale al fine di preservare il calore corporeo ottimale (ricordatevi che la capacità termica non dipende dal guscio esterno). I materiali impermeabili, spesso realizzati con specifiche membrane interposte fra due o tre strati di altri tessuti, garantiscono che l’acqua non penetri, mantenendo l’escursionista asciutto.

I test di impermeabilità

La prova più comune per determinare l’impermeabilità è il test della colonna d’acqua, che misura la pressione dell’acqua necessaria a far sì che essa penetri attraverso il tessuto. I tessuti vengono classificati in base a questa misura: valori superiori a 1500 mm sono considerati accettabili per l’abbigliamento da escursionismo. Tuttavia, per applicazioni più estreme come l’alpinismo, si cercano valori superiori ai 10.000 mm. Due sono i principali test, ma il più utilizzato è quello della colonna d’acqua.

Test della colonna d’acqua

  • Si posiziona il tessuto sotto un cilindro riempito d’acqua in pressione crescente.
  • L’altezza (in mm) alla quale l’acqua comincia a filtrare indica il grado di impermeabilità.
  • Standard: 1.500 mm = resiste a pioggia leggera, 5.000 mm = resiste a pioggia intensa, 20.000 mm = totalmente impermeabile anche in condizioni estreme.

Spray Test (ISO 4920)

  • Si spruzza acqua sul tessuto e si valuta la quantità trattenuta o assorbita.
  • Serve a misurare l’efficacia del trattamento idrorepellente superficiale (DWR).

Aspetti fisici e chimici

Fattori fisici come la densità delle fibre e il tipo di tessuto influiscono sull’impermeabilità. Proprietà chimiche come i rivestimenti idrorepellenti (ad esempio DWR, Durable Water Repellent) possono migliorare ulteriormente l’efficacia del materiale nel respingere l’acqua, rendendo il tessuto oltre che impermeabile anche idrorepellente.

Resistenza alla rottura

La resistenza alla rottura, o resistenza meccanica, è un’altra caratteristica fondamentale nei materiali per l’abbigliamento da escursionismo. Questi capi sono sottoposti a un lavoro intenso, con continuo sfregamento contro vegetazione, rovi, rocce, quindi devono essere robusti. Questa proprietà descrive la capacità di un tessuto di resistere a forze meccaniche, come strappi e abrasioni, che possono verificarsi in ambienti selvaggi.

I test di resistenza alla rottura

La resistenza alla rottura viene comunemente misurata attraverso il test di strappo, in cui viene applicata una forza crescente a un campione di tessuto fino a quando non si verifica la rottura. La misura della forza necessaria per rompere il tessuto è espressa in Newton. Materiali con elevata resistenza alla rottura sono essenziali per attività che comportano movimenti ripetitivi e interazioni con vegetazione o terreni accidentati. Tre i test più utilizzati.

Test Martindale

  • Per l’abrasione: il tessuto viene sfregato contro una superficie standard fino a usura o rottura.
  • Risultato espresso in cicli: più alto = più resistente.

Test di strappo e trazione (ISO 13934, ISO 13937)

  • Si applica una forza crescente fino alla lacerazione.
  • Determina la resistenza meccanica alla trazione longitudinale o trasversale.

Resistenza alla penetrazione (ISO 13996)

  • Usato per indumenti tecnici che devono resistere anche a pressioni localizzate.

Aspetti fisici e chimici

Da un punto di vista fisico, la trama e la densità del tessuto contribuiscono alla sua resistenza. Chimicamente, l’uso di fibre sintetiche ad alta tenacità, come nylon e poliestere, offre una resistenza superiore rispetto a materiali naturali. Spesso molti produttori utilizzano tessuti molto resistenti, quali ad esempio cordura o kevlar, per realizzare delle “toppe” da collocare nei punti più soggetti a rottura: generalmente gomito, spalle, avambraccio e polso nella parte alta, glutei, ginocchio, polpaccio e caviglia in quella bassa.

Elasticità

L’elasticità si riferisce alla capacità di un tessuto di allungarsi e ritornare alla sua forma originale. Questa proprietà è fondamentale per il comfort e la libertà di movimento durante l’escursionismo. Tessuti elastici consentono una maggiore libertà nei movimenti, cosa molto importante in situazioni che richiedono agilità e flessibilità.

I test di elasticità

Per misurare l’elasticità vengono effettuati test di allungamento, in cui il tessuto viene allungato e poi rilasciato per misurare il recupero elastico. Viene calcolata la percentuale di allungamento e quanto rapidamente il tessuto ritorna alla sua forma iniziale.

Aspetti fisici e chimici

A livello fisico, la costruzione delle fibre (monofilo, multifilo) determina l’elasticità. Chimicamente, l’aggiunta di elastomeri o tessuti misti (come lo spandex) può incrementare la capacità di estensione del materiale. Anche la grammatura del filato, sia esso naturale o sintetico, influisce su questo parametro.

Altri test

I lavaggi ripetuti sono un dato che spesso viene “dimenticato”: molti tessuti perdono le proprie caratteristiche con i lavaggi, o con lavaggi errati. Così come la resistenza alla radiazione UV: quanto i raggi UV danneggiano il materiale e quanta radiazione UV vi penetra, raggiungendo la pelle. Vediamo alcuni test meno conosciuti.

  • Test UV (ISO 105-B02) → per la resistenza alla luce solare.
  • Prove in camera climatica → simulano pioggia, vento e sbalzi termici per valutare la reale performance in condizioni outdoor.
  • Test del lavaggio → il materiale viene lavato in lavatrice e poi si rifanno i test. Questo processo può essere ripetuto 10, 100 o 1000 volte, per testare la resistenza dei trattamenti sul tessuto.

Gli standard del settore

Organizzazioni come l’ASTM (American Society for Testing and Materials) e l’ISO (International Organization for Standardization) stabiliscono normative dettagliate per la valutazione, e la comparazione, delle proprietà dei materiali. Tali standard aiutano i produttori a garantire che i prodotti siano adeguati all’uso e sicuri per i consumatori.

Per semplificare l’argomento e dare un aiuto a chi cerca informazioni semplici per acquistare un prodotto, ecco una tabella riepilogativa.

Caratteristica Parametro / Test Valore di riferimento Note
Impermeabilità Colonna d’acqua (mm) ≥1.500 mm = pioggia leggera
≥5.000 mm = pioggia intensa
≥10.000–20.000 mm = uso outdoor avanzato
>20.000 mm = uso estremo o alpinismo
Misura la pressione a cui il tessuto inizia a far passare acqua
Idrorepellenza superficiale (DWR) Spray Test (ISO 4920) ≥90 punti su 100 dopo 5 lavaggi = ottimo Indica quanto bene il tessuto fa scivolare via l’acqua
Traspirabilità RET (m²·Pa/W) <6 = eccellente
6–13 = buona
13–20 = media
>20 = scarsa
Più basso è il RET, più il tessuto è traspirante
Traspirabilità MVTR (g/m²/24h) ≥10.000 = buono
≥20.000 = ottimo
Indica la quantità di vapore che passa in 24 ore
Resistenza all’abrasione Test Martindale (cicli) ≥20.000 cicli = buono
≥50.000 cicli = eccellente
Tessuti per zaini o rinforzi arrivano anche a 100.000 cicli
Resistenza alla trazione ISO 13934 (N) >300 N in ordito e trama = ottimo Misura la forza necessaria per strappare il tessuto
Durabilità dei trattamenti Test lavaggi ripetuti ≥20 lavaggi senza perdita di performance = buono Usato per verificare DWR e membrane
Protezione UV UPF rating UPF 30 = buona
UPF 50+ = eccellente
Importante per trekking in alta quota

Semplificando ancora:

  • Per giacche impermeabili e gusci tecnici, cerca colonna d’acqua >10.000 mm e RET <13.
  • Per pantaloni da trekking, serve più resistenza all’abrasione (Martindale >20.000).
  • Per mid-layer o pile, la priorità è traspirabilità e isolamento, non impermeabilità.

Conclusioni

La scelta dei materiali per l’abbigliamento da escursionismo, hiking, arrampicata o semplicemente attività outdoor deve considerare attentamente le caratteristiche tecniche dei materiali, ma anche il loro reale utilizzo. La traspirabilità, l’impermeabilità, la resistenza alla rottura e l’elasticità sono aspetti fondamentali che influiscono sulla performance del prodotto finale. Attraverso prove tecniche rigorose i produttori possono garantire che i loro capi offrano prestazioni ottimali, rispettando gli standard di sicurezza e comfort richiesti dagli escursionisti. La continua innovazione nei materiali e nella tecnologia di produzione promette ulteriori progressi in questo settore, migliorando l’esperienza dell’escursionista.

Ma tutto questo serve?

Questa è la domanda cruciale. Ogni persona dovrebbe scegliere il proprio abbigliamento, e l’equipaggiamento, in base a quello che realmente fa e pensando a dove generalmente lo utilizza. Il prezzo non è e non può essere l’unico parametro da valutare. Una persona che fa una girata nel bosco di mezza giornata una volta al mese avrà necessità diverse da chi, ad esempio, fa la Guida o l’Istruttore.

Questo per dirvi che dovete scegliere il vostro abbigliamento in base alle vostre esigenze, e non a quello che vi raccontano. Inoltre, a parità di prodotto, i brand famosi avranno un costo più alto dovuto a parametri che con quel capo non hanno nulla a che vedere: marketing, pubblicità, royalty da pagare, video-clip da girare e promuovere. Questo non vuol dire che un capo di una ditta famosa sia uguale a uno che costa dieci volte meno, ma è l’utilizzo che ne viene fatto a fornire il parametro di scelta.

Quando sono in escursione sopra i 3000 m e magari devo dormire in un bivacco o rimanere fuori per più notti, avrò con me un’attrezzatura e un abbigliamento diversi da quando sono in un’escursione giornaliera a 1000 m. Ma se esco per una girata nelle colline senesi, non serve avere abbigliamento e attrezzatura idonei per un’escursione sull’Alta Via 1 delle Dolomiti.

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