Test tecnici


TRASPIRABILITA’
La traspirabilità è una delle caratteristiche più importanti per un abbigliamento destinato all’escursionismo. Essa si riferisce alla capacità del materiale di permettere il passaggio del vapore acqueo prodotto dal corpo durante l’attività fisica; e’ quindi un passaggio dall’interno del tessuto all’esterno. Questa proprietà è essenziale per mantenere il comfort termico dell’escursionista, evitando l’accumulo di sudore all’interno degli indumenti.
Test di traspirabilità
La traspirabilità è comunemente misurata usando il test RET (Resistance to Evaporative Heat Transfer). Un valore RET basso indica un materiale altamente traspirante, mentre un valore RET elevato implica una minore capacità di gestione dell’umidità. Ad esempio, materiali con un valore RET inferiore a 6 sono considerati altamente traspiranti, mentre valori superiori a 20 lo indicano come poco traspirante. Due sono i test comunemente utilizzati anche se il primo è quello più diffuso:
Metodo RET (Resistance Evaporative Transmission)

  • Misura la resistenza al passaggio del vapore acqueo attraverso il tessuto.
  • Più basso è il valore RET, più traspirante è il materiale.
  • <6 = eccellente, 6–13 = buona, >20 = scarsa.

MVTR (Moisture Vapor Transmission Rate)

  • Esprime in g/m²/24h quanta umidità attraversa il tessuto in un giorno.
  • Valori sopra 10.000 g/m²/24h indicano alta traspirabilità.
  • Test comune: cup method → si sigilla una tazza contenente acqua con il tessuto e si misura la perdita di peso nel tempo.

Aspetti fisici e chimici
A livello fisico, la traspirabilità dipende dalla struttura della fibra e dalla densità del tessuto. A livello chimico, le finiture applicate sui tessuti possono influenzare la loro capacità di assorbire o respingere l’umidità, alterando la traspirabilità generale.


IMPERMEABILITA’
L’impermeabilità rappresenta la capacità del materiale di resistere all’ingresso dell’acqua. Questo test misura cioè la facilità con la quale l’acqua penetra dall’esterno all’interno del tessuto. Nelle escursioni è cruciale proteggersi da piogge improvvise o umidità ambientale al fine di preservare il calore corporeo ottimale (ricordatevi che la capacità termica non dipende dal guscio esterno). I materiali impermeabili, spesso realizzati con specifiche membrane interposte fra due o tre strati di altri tessuti e garantiscono che l’acqua non penetri, mantenendo l’escursionista asciutto.

Test di impermeabilità
La prova più comune per determinare l’impermeabilità è il test della colonna d’acqua, che misura la pressione dell’acqua necessaria a far sì che essa penetri attraverso il tessuto. I tessuti vengono classificati in base a questa misura, con valori superiori a 1500 mm sono considerati accettabili per l’abbigliamento da escursionismo. Tuttavia, per applicazioni più estreme, come l’alpinismo, si cercano valori superiori ai 10.000 mm. Due sono i principali test, ma il più utilizzato è quello della colonna d’acqua.
             Test della colonna d’acqua

  • Si posiziona il tessuto sotto un cilindro riempito d’acqua in pressione crescente.
  • L’altezza (in mm) alla quale l’acqua comincia a filtrare indica il grado di impermeabilità.
  • Standard:
    • 1.500 mm = resiste a pioggia leggera,
    • 5.000 mm = resiste a pioggia intensa,
    • 20.000 mm = totalmente impermeabile anche in condizioni estreme.

Spray Test (ISO 4920)

  • Si spruzza acqua sul tessuto e si valuta la quantità trattenuta/assorbita. Serve a misurare l’efficacia del trattamento idrorepellente superficiale (DWR).

Aspetti fisici e chimici
Fattori fisici come la densità delle fibre e il tipo di tessuto influiscono sull’impermeabilità. Proprietà chimiche come i rivestimenti idrorepellenti (ad esempio, DWR – Durable Water Repellent) possono migliorare ulteriormente l’efficacia del materiale nel respingere l’acqua rendondo il tessuto oltre che impermeabile anche idro-repellente.

RESISTENZA ALLA ROTTURA o RESISTENZA MECCANICA
La resistenza alla rottura è un’altra caratteristica fondamentale nei materiali per l’abbigliamento da escursionismo. Questi capi sono sottoposti ad un lavoro inteso, continuo sfregamento con la vegetazione, rovi, rocce etc. quindi devono essere robusti. Questa proprietà descrive la capacità di un tessuto di resistere a forze meccaniche, come strappi e abrasioni, che possono verificarsi in ambienti selvaggi.
Test di resistenza alla rottura
La resistenza alla rottura viene comunemente misurata attraverso il test di strappo, in cui viene applicata una forza crescente a un campione di tessuto fino a quando non si verifica la rottura. La misura della forza necessaria per rompere il tessuto è espressa in Newton. Materiali con elevata resistenza alla rottura sono essenziali per attività che comportano movimenti ripetitivi e interazioni con vegetazione o terreni accidentati. Tre i test più utilizzati: :
   Test Martindale

  • Per l’abrasione: il tessuto viene sfregato contro una superficie standard fino a usura o rottura.
    • Risultato espresso in cicli: più alto = più resistente.

   Test di strappo e trazione (ISO 13934, ISO 13937)

  • Si applica una forza crescente fino alla lacerazione.
    • Determina la resistenza meccanica alla trazione longitudinale o trasversale.

   Resistenza alla penetrazione (ISO 13996)

  • Usato per indumenti tecnici che devono resistere anche a pressioni localizzate.

Aspetti fisici e chimici
Da un punto di vista fisico, la trama e la densità del tessuto contribuiscono alla sua resistenza. Chimicamente, l’uso di fibre sintetiche ad alta tenacità, come nylon e poliestere, offre una resistenza superiore rispetto a materiali naturali. Spesso molti produttori utilizzano tessuti molto resistenti quali ad esempio cordura o kevlar per realizzare delle “toppe” da collocare nei punti più soggetti a rottura, generalmente: gomito, spalle, avambraccio, polso mentre nella parte bassa, glutei, ginocchio, polpaccio e caviglia.

 

ELASTICITA’
L’elasticità si riferisce alla capacità di un tessuto di allungarsi e ritornare alla sua forma originale. Questa proprietà è fondamentale per il comfort e la libertà di movimento durante l’escursionismo. Tessuti elastici consentono una maggior libertà nei movimenti, cosa molto importante in situazioni che richiedono agilità e flessibilità.
Test di elasticità
Per misurare l’elasticità, vengono effettuati test di allungamento, in cui il tessuto viene allungato e poi rilasciato per misurare il recupero elastico. Viene calcolata la percentuale di allungamento e quanto rapidamente il tessuto ritorna alla sua forma iniziale.
Aspetti fisici e chimici
A livello fisico, la costruzione delle fibre (es. monofilo, multifilo) determina l’elasticità. Chimicamente, l’aggiunta di elastomeri o tessuti misti (come spandex) può incrementare la capacità di estensione del materiale. Anche la grammatura del filato (sia esso naturale o sintetico) influisce su questo parametro.
ALTRI TEST

Lavaggi ripetuti questo è un dato che spesso viene “dimenticato”. Molti tessuti perdono le proprie caratteristiche con i lavaggi (o con lavaggi errati). Così come la resistenza alla radiazione UV: quanto i raggi UV danneggiano il materiale e quanta radiazione UV vi penetra (raggiungendo la pelle). Vediamo alcuni test meno conosciuti

  • Test UV (ISO 105-B02) → per resistenza alla luce solare.
  • Prove climatiche in camera climatica → simulano pioggia, vento e sbalzi termici per valutare la reale performance in condizioni outdoor.
  • Test del lavaggio: il materiale viene lavatoin una lavatrice e poi si fanno nuovamente i test, questo processo può essere fatto per 10-100-1000 volte al fine di testare la resistenza dei trattamenti sul tessuto.


STANDARD DEL SETTORE
Organizzazioni come l’ASTM (American Society for Testing and Materials) e l’ISO (International Organization for Standardization) stabiliscono normative dettagliate per la valutazione (e la comparazione) delle proprietà dei materiali. Tali standard aiutano i produttori a garantire che i prodotti siano adeguati all’uso e sicuri per i consumatori.

Per semplificare l’argomento e dare un aiuto a chi cerca informazioni semplici per acquistare un prodotto ho messo questa semplice tabella riepilogativa:

CaratteristicaParametro / TestValore di riferimentoNote
ImpermeabilitàColonna d’acqua (mm)– ≥1.500 mm = resiste a pioggia leggera
– ≥5.000 mm = pioggia intensa
– ≥10.000–20.000 mm = uso outdoor avanzato
– >20.000 mm = uso estremo/alpinismo
La colonna d’acqua misura la pressione a cui il tessuto inizia a far passare acqua al suo interno
Idrorepellenza superficiale (DWR)Spray Test (ISO 4920)≥90 punti (su 100) dopo 5 lavaggi = ottimoIndica quanto bene il tessuto fa scivolare via l’acqua
TraspirabilitàRET (m²·Pa/W)– RET <6 = eccellente
– 6–13 = buona
– 13–20 = media
– >20 = scarsa
Più basso è il RET, più il tessuto è traspirante
TraspirabilitàMVTR (g/m²/24h)≥10.000 = buono
≥20.000 = ottimo
Indica la quantità di vapore che passa in 24h
Resistenza all’abrasioneTest Martindale (cicli)≥20.000 cicli = buono
≥50.000 cicli = eccellente
Tessuti per zaini o rinforzi arrivano anche a 100.000 cicli
Resistenza alla trazioneISO 13934 (N)>300 N in ordito e trama = ottimoMisura la forza per strappare il tessuto
Durabilità trattamentiTest lavaggi ripetuti≥20 lavaggi senza perdita di performance = buonoUsato per verificare DWR e membrane
Protezione UVUPF ratingUPF 30 = buona
UPF 50+ = eccellente
Importante per trekking in alta quota

Semplificando:

  • Per giacche impermeabili e gusci tecnici, cerca colonna d’acqua >10.000 mm e RET <13
  • Per pantaloni trekking, serve più resistenza all’abrasione (Martindale >20.000).
  • Per mid-layer o pile, la priorità è traspirabilità e isolamento, non impermeabilità.

Conclusioni
In conclusione, la scelta dei materiali per l’abbigliamento da escursionismo, hiking, arrampicata o semplicemente attività outdoor  deve considerare attentamente le caratteristiche tecniche dei materiali ma anche il loro reale utilizzo. La traspirabilità, l’impermeabilità, la resistenza alla rottura e l’elasticità sono aspetti fondamentali che influiscono sulla performance del prodotto finale. Attraverso prove tecniche rigorose, i produttori possono garantire che i loro capi offrano prestazioni ottimali, rispettando gli standard di sicurezza e comfort richiesti dagli escursionisti. La continua innovazione nei materiali e nella tecnologia di produzione promette progressi ulteriore in questo settore, migliorando ulteriormente l’esperienza dell’escursionista.

Ma tutto questo serve?

Questa è la domanda cruciale. Ogni persona dovrebbe scegliere il proprio abbigliamento (e l’equipaggiamento) in base a quello che realmente fa, pensando a dove generalmente lo utilizza. Il prezzo non è e non può essere l’unico parametro da valutare. Una persona che fa una girata nel bosco di mezza giornata una volta al mese avrà necessità diverse di chi, ad esempio, fa la Guida o l’Istruttore. Questo per dirvi che dovete scegliere il vostro abbigliamento in base alle vostre esigenze e non quello che vi raccontano. Inoltre, a partita di prodotto, i brand famosi avranno un costo più alto dovuto a parametri che con quel capo non hanno nulla a che vedere (marketing, pubblicità, royalty da pagare, video-clip da fare e promuovete etc.). Questo non vuol dire che un capo di una ditta famosa sia uguale ad uno che costa 10 volte meno ma, è l’utilizzo che ne viene fatto a fornire il parametro di scelta. Quando sono in escursione sopra i 3000m e magari devo dormire in un bivacco o rimanere fuori per più notti, avrò con me una attrezzatura ed un abbigliamento diverso da quando sono in una escursione giornaliera a 1000m. Ma se esco per una girata nelle colline senesi ad esempio, non serve avere abbigliamento ed attrezzatura idonea per una escursione sulla Alta Via 1 delle Dolomiti.

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